Pellegrino vs. Turista: una Psicomachia

Prime due tappe fatte… Partiti da San Miniato e raggiunto a fatica Gambassi Terme (30 km molto impegnativi, soprattutto pensando che era la prima tappa), oggi invece siamo giunti nella bellissima San Gimignano… Una quindicina di km, sempre impegnativi, ma arrivati alla meta abbiamo potuto rilassarci e dedicarci al riposo muscolare. Eh sì, perché camminare è attività notevolmente complessa se si porta uno zaino e se lo si fa in maniera molto prolungata, soprattutto per chi come me di certo non si dedica assiduamente ad attività sportiva di sorta nel quotidiano.
Questo implica che mi ritrovo a vivere ad ogni passo un’accesa psicomachia, tra il desiderio di essere turista fotocamera-munito (e anche con mezzo più che prestigioso, la Fujifilm X-T1 con 4 obiettivi spettacolari 14, 23, 35 e 56) e la contingente necessità di essere un pellegrino ambulante (o meglio deambulante) obbligato a spendere quasi tutte le energie e facoltà mentali alla “sopravvivenza”. Già perché la vita a piedi mica è così semplice… Soprattutto lungo la via Francigena, dove almeno per ora non si vedono od incrociano molte anime vive…
La fotocamera sempre in mano, il cervello concentrato ad osservare, l’animo immerso nel viaggio e concentrato nel riuscire a cogliere vedute indimenticabili… E poi ti rendi conto che il tuo corpo chiama… Anzi ti richiama all’ordine, a salvare energie, a non perdere il ritmo, a non pensare al dolore ai piedi, alle spalle, a alle gambe… Ti concentri allora sul respiro, sui passi… Perché il cammino è difficile, le salite ripide, ad ogni passo sempre di più. E la fotocamera passa in secondo piano, anzi… La percepisci come un peso che ti rallenta… E allora la tua mente passa continuamente e velocemente tra i concetti di pellegrino e di artista/turista… E viceversa… E dove l’artista si stupisce ad ogni piccolo dettaglio del mondo che lo circonda, il pellegrino invece vive le asperità del viaggio come metafora di vita, come esperienza formativa, plasmante… E soffre e gioisce allo stesso tempo del sacrificio a cui è sottoposto. Perché la vita, ops, la strada è tosta e ti mette alla prova!
Ancora non so quale tra questi due aspetti che animano il mio cammino alla fine prevarrà. Non so nemmeno se uno dei due effettivamente prevarrà… Di certo so che sto imparando che la terra è dura, ruvida, aspra e polverosa… E che l’obiettivo della mia fotocamera, in queste condizioni, solo parzialmente riesce a raccontare quello che sto vivendo… E lentamente costruendo. Ma siamo solo all’inizio… Un passo alla volta!

My heart leaps up when I behold
A rainbow in the sky:
So was it when my life began;
So is it now I am a man;
So be it when I shall grow old,
Or let me die!
The Child is father of the Man;
And I could wish my days to be
Bound each to each by natural piety.
(William Wordsworth, 1888)

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