Io, Raddi e Belen sulla Via Francigena

Oggi terzo giorno sulla via Francigena, e dopo la solita colazione sobria, ossia una semplice tazzulella di caffé e latte, accompagnata solo da bomboloni, cornetti e panini con marmellata, riprendiamo con una tappa impegnativa: San Gimignano – Monteriggioni, 30 km. Come ogni inizio tappa, siamo tutti inconscientemente euforici, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo. L’ago della bilancia della drammaticità degli eventi é data da Andrea e Monica. Quando smettono di dire “minghiate”, di provare a parlare in tutti i dialetti d’Italia, (immaginate un trevigiano che parla romano, siciliano o toscano), di storpiare tutto il repertorio di musica leggera italiana, sostituendo i testi con parole irripetibili, vuol dire che la situazione é drammatica. Infatti oggi abbiamo perso il sentiero, per cui ci siamo imbattuti in un vecchio rudere di un convento occupato probabilmente in modo abusivo, per cui quando abbiamo provato io e il Raddi a bussare per chiedere informazioni, non ci é stato aperto, calando un improvviso silenzio. Noi abbiamo preferito non insistere, non si sa mai, magari ci avrebbero accolto offrendoci dei confetti di piombo. Persa la via francigena, ma dopo esserci finalmente rifornirti di acqua io e Raddi abbiamo lasciato Marco e Monica, che soffriva dolori lancinanti ai piedi, imbattendoci in un percorso alternativo, fatto di tangenziali e strade provinciali. Abbiamo addirittura rischiato di prendere l’autostrada, ma, non avendo con noi il telepass, siamo rotolati fino alla strada provinciale. Intanto io commentavo con Raddi: “mi dispiace che Monica stia soffrendo per le vesciche, forse avremmo dovuto sopprimerla?”
Intanto come per magia, o come per miracolo, ci ritroviamo sulla via Francigena, che ci chiama ancora una volta, e io e il Raddi troviamo la forza di esultare. Cosí anche questa volta portiamo a casa la tappa, e mentre ci avviciniamo alla meta, come ogni sera ci diciamo: “l’unica cosa che voglio é togliermi lo zaino, guarda…se adesso si presentasse anche Belen, non mi interessa, le chiederei di portarmi lo zaino” e io: “stasera però non é passata Belen!” e Andrea: ” E grazie son due sere che la rimandiamo a casa, Maremma maiala”. Tornando serio, concludo con una Paulo Coelho: “bisogna saper trarre, da quello che siamo abituati a guardare tutti I giorni, I segreti che, a causa della routine, non riusciamo a cogliere

Una risposta a "Io, Raddi e Belen sulla Via Francigena"

  1. Ho le lacrime dal ridere.. E anche per un certo timore! Stasera chiudo a chiave la porta, soffro ancora di mignolite e metti mai che cacciare la Belen non ti sia bastato, non vorrei rischiare l’estinzione! A domani, lasciami qualcosa per colazione, belin!

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