Quella sporca dozzina di km verso Siena

Siamo ripartiti dalla Fattoria Il Colombaio a Monteriggioni non prima di esserci come sempre adeguatamente rifocillati con una colazione da dove mi porto via per precauzione anche due banane. Chiediamo alla simpatica cuoca se ci rifornisce anche di un paio di bottiglie d’acqua per riempire le nostre borracce e lei ci dice che però sono a pagamento. Dobbiamo proprio avere la faccia da pellegrini.. E aggiunge “potete riempire alla fontanella che l’acqua l’e’ bona”. Ci guardiamo un po’ perplessi anche perché la simpatica signora nel dire ciò, indica la direzione della piscina. Confermiamo di volere le bottiglie e lei ci dice “va bene, ma vi era comodo qui alla fontanella in cucina perché l’era proprio bona”. Di nuovo gli sguardi, due minuti di imbarazzo e riconfermiamo di volere le bottiglie: è evidente che tutti avevamo frainteso la location della fontanella, ma nessuno vuol far capire alla signora e agli altri commensali di essere ancora nella fase rem ! Sistemati gli zaini, prendiamo le ultime foto ricordo e ripartiamo. I miei piedi mi fanno andare, mi sento bene, i mignoli mi danno buona tregua. Percorriamo un tratto lungo la strada verso Monteriggioni dove arriviamo dopo aver percorso una bella salita che Marco ha sottolineato con un rosario da vero intellettuale della domenica! Arrivati all’interno di questo borghetto fortificato Andrea ed io andiamo a far timbrare le credenziale, Giorgio si lancia con la sua Fuji a scattare il suo primo migliaio di foto della giornata (oramai e’ un estensione del suo braccio quella macchinetta), Marco guarda una cartina nella speranza di trovare una scorciatoia nel cammino. E si riparte! Prima gabbata della giornata, il percorso ci fa inutilmente fare il giro di una scuola quando potevamo andare tranquillamente dritti risparmiando un po’ di metri che quando sei a piedi vi assicuro fanno la differenza! Il cammino continua tra valli e boschetti e mi fa incontrare qualche animale qua e là oltre ai tre che ho con me: mi sento Moira Orfei non fosse per il fatto che in questo cammino noi donne dobbiamo perdere qualsiasi vanità! Oggi il panorama ci regala qualcosa di davvero magico e Marco si presenta in una versione rock con cuffiette canticchiando, Raddy storpia tutte le canzoni e io cerco di far amare a Giorgio la musica di Gazzè piuttosto che Branduardi, anche se lui continua a chiedere un Gigi D’alessio. Cammina cammina arriviamo a due castelli che ovviamente ognuno di noi cerca di spacciare per la propria residenza esistiva: invernale sarebbe improponibile, costa troppo di riscaldamento! Sta di fatto che intanto ci dividiamo due banane in quattro.. Siamo in località La Villa e troviamo con sorpresa l’unico (lo scoprimmo poi) ristoro fatto da tal signor Marcello che ha arredato uno spazio aperto con un tavolo d legno, delle sedie ricavate da ceppi, specchio per vanitosi, rubinetto con acqua e sapone liquido, coltelli, una presa per spine per ricaricare telefono e quant’altro e la possibilità di chiedere caffè e bibite suonando al civico 13. L’unica cosa che chiede è di lasciare due righe su un quaderno chiuso in una teca con la chiave su, che stranamente non è stato ancora rubato, nel mondo esistono ancora gli onesti!! Lasciamo anche noi il nostro saluto e mentre ci stiamo preparando per riprendere il cammino, arriva il signor Marcello che ci chiede se ci siamo trovati bene, se abbiamo gradito il ristoro. Diciamo di sì e ascoltiamo distratti lui che ci racconta che vorrebbe ampliare il ristoro con un bagno e una tettoia, ma il comune non ci sente e sinceramente neanche noi perché siamo colti da un forte interesse per il cesto di grossi pomodori che ha con sé e che ha appena colto. Rimaniamo ancora un po’, nella speranza ci offra un assaggio di pomodoro, ma l’attesa si rivela invana per cui ripartiamo ma per tutto il tempo ci rimarrà il ricordo di quel sapore mai provato!
Dopo innumerevoli altri km, Marco chiama un pit-stop per cambio scarpe e indossa un paio di calzini mezza gamba che fanno fare sogni erotici al buon Raddy! La strada sembra non finire mai e ci stiamo un po’ sconfortando! Marco accende il gps che ci porta in un bosco dove con i miei sandali da trekking trovo comunque qualche difficoltà, i miei piedi stanno cedendo. Mi affido al vecchio metodo e incontrato l’unico signore con cestino che si aggira nel bosco, (ma poi che ci faceva sto uomo con il cestino nel bosco?) chiedo se la direzione è quella giusta: “andate a Siena?”, annuisco, “allora è la via giusta, mancheranno 3 km”. Proseguiamo rincuorati dalla lieta novella. I ragazzi mi precedono e appena esco dal bosco li vedo intenti a parlare con una biondina dagli occhi azzurri che sta spazzolando un cavallo bianco (ricordo male o una volta era il principe azzurro ad arrivare su un cavallo bianco? mah!) Sta di fatto che appena li raggiungono mi raccontano che la tipa ha detto che mancavano 8 km e che alla loro obiezione “il signore di prima ci aveva detto 3”, lei candidamente ha risposto “beh allora facciamo 5”, mercanteggiando con le nostre poche speranze di essere arrivati!!!! Per i toscani i km non sono matematica, ma opinione. Noi abbiamo capito che ogni volta si devono aggiungere almeno 2 km a quello che ti dicono. Gentilissimi, ma vivono di un loro personale senso delle distanze! Finalmente dopo un’ora intravediamo il cartello Siena e di lì a poco siamo al b&b: io sto spendendo una cifra in farmacia per sti piedi! Compro dei sali per poi scoprire che non c’è il bidet dove poter immergere i piedi! Facciamo il bucato poi ci facciamo portare da un comodo taxi al ristorante Le Rime che si rivelerà un posto eccezionale per la qualità e la ricercatezza di quello che gustiamo! Un regalo per il nostro palato dopo tanta fatica! Ancora due foto in piazza del campo e.. Buonanotte! Domani sarà giornata pesante e noi cominciamo a sentire i 100 km sotto i piedi!! Buon cammino..

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