…nel mezzo del cammin (di nostra vita)

And do I stand alone
Like a fool out in the rain
Hanging on somehow
To an ancient vow
Where there’s nothing left to gain

Un anno fa circa, la mia vita prendeva una strada diversa da quella che mi sarei aspettato, diversa da quanto progettato e immaginato… Oggi mi ritrovo, a metà di una strada di 340 km che sto percorrendo a piedi, In compagnia di tre straordinari compagni di avventura, che più che una vacanza od un semplice viaggio sembra volersi trasformare in una lezione di vita.

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Ad ogni passo, la mente, anche se fiaccata e distratta da un corpo che langue ogni giorno di più, trova la forza di vagare tra pensieri, progetti nuovi, preoccupazioni e spesso si lascia prendere dalla memoria di qualche brandello di canzone che parte in loop ipnotico… Ma molto più spesso ritorno alle letture del passato perché il tipo di cammino e il paesaggio mi riportano all’antichità: Chaucer in primis, il Pilgrim’s Progress, il Piers Plowman, fino ad arrivare ai moderni Into The Wild e On the Road, o ai testi di Thoreau e le Lyrical Ballads di Wordswords e Coleridge… Insomma parole e immagini, immagini e parole; parole che enfatizzano immagini, immagini che ispirano parole, idee che poi diventano parole e immagini assieme…
Giunto a metà di questo cammino, la stanchezza si fa sentire… Sarà che non mi ero preparato, sarà che esco da un periodo di malattia lungo e il mio corpo è debilitato (ho preso antibiotici fino a ieri), sarà che scopro di giorno in giorno che comunque la motivazione per questo viaggio è più quella del fotografo che quella spirituale…

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Ma il cammino non mi sta cambiando profondamente, anzi sta rinforzando molte mie piccole convinzioni… Al di là di tutto, il cambiamento della nostra vita avviene solo se lo vogliamo se ne sentiamo la necessità profondamente, ma allo stesso tempo non è qualcosa che possiamo comandare, o si parte per un viaggio e per magia tutto accade… Il cambiamento è frutto di un lungo percorso fatto di piccoli passi… A cui ogni tanto qualche evento, vuoi per necessità vuoi per forza maggiore, aggiunge qualche passo lungo (alle volte più lungo di quello che possiamo fare), che, volendo seguire la metafora, magari ci provoca una contrattura muscolare o uno strappo, e ci lascia delle cicatrici…
Come in viaggio, così nella vita però, chi si ferma è perduto. A poco serve guardare la strada fatta, e spesso a poco serve anche guardare troppo avanti perché non sempre la strada ci porta diretti alla meta, talune volte lungo la strada si cambia pure meta, si devia… Può anche succedere che la vista ci inganni e dove da lontano vediamo un rettilineo alle volte invece ci sia una curva… Ritorno al mio pensiero di qualche giorno fa, quindi… Un passo alla volta…
Avere ambizioni, ma mai porre troppe aspettative… Avere un obiettivo, ma mantenere flessibilità di pensiero e adattabilità… Non so se questo è ciò che un viaggio così alla fine mi insegnerà, ma per ora è quello che sento che mi stia dando… Perché la vita è un viaggio, e il viaggio è la vita, perché non sappiamo questo viaggio quando può finire, e nemmeno dove esattamente ci porterà. Se 5 anni fa mi avessero detto che oggi mi sarei trovato accampato in un vecchio casale diroccato in cima ad un colle con una vista mozzafiato sulla piana del Viterbese dopo aver completamente cambiato la mia vita in 12 mesi… Non ci avrei mai creduto. E invece credere è parola fondamentale… E mi riporta alla mia band preferita da una parte e a vedere in chiave nuova un loro celebre brano che ha segnato momenti importanti della mia vita… Mi porta a sentire la necessità di credere in me, credere e affidarmi alle mie forze e alle mie capacità, perché in questo viaggio anche se si è in gruppo alla fine si è sempre da soli, e solo a noi stessi alla fine dei giorni dovremo rendere conto.

E come diceva Fox Mulder… “I want to believe”.

And for all the roads you followed
And for all you did not find
And for all the dreams you had to leave behind

2 risposte a "…nel mezzo del cammin (di nostra vita)"

  1. piccoli segnali dal cosmo…
    è un po’ (un po’ tanto) di tempo che mi rendo conto che la mia vita così com’è non va, certo ho avuto un sacco di gioie, una sola importante, la nascita del mio bambino, ma anche un sacco di amarezze che hanno contribuito a far ammalare il mio spirito, oltre che il mio fegato, e hanno rovinato tutte le cose belle che mi sono accadute. Insomma, sto pensando che devo attuare un cambiamento radicale, e sto cerando il coraggio per farlo. Cosa c’entra tutto questo? c’entra perché arrivate voi, col vostro pazzo viaggio, e siete come un piccolo segnale, una storia che si accumula a tante altre che ora sembrano arrivarmi addosso tutte assieme, come se il cosmo cercasse di dirmi che sì, si può fare,vivere in un modo diverso è possibile, nonostante tutti quelli che ho attorno mi dicano il contrario.
    Per questo vi seguo, per questo vi commento, e per questo vi ringrazio.

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