Te li ricordi gli anni 50?

Durante la tappa da San Quirico a Radicofani ci siamo imbattuti in un bar surreale. Ricordava uno di quei bar che popolavano i film anni 50. Una verandina con un pergolato in edera e con i tavolini rotondi in metallo, le sedie in plastica bianca. Decidiamo di entrare e scostata una tendina di fili in plastica, ci troviamo in uno stanzone con un bancone anch’esso in metallo e una vetrina con un cartello che espone i panini che si possono ordinare. Dietro il bancone capeggia una signora gentile e un signore tranquillo. Dietro le loro spalle esposti dei liquori che pensavo fossero oramai fuori produzione!! Un frigo alle nostre spalle, unico oggetto di modernità assieme al frigo gelati, che però a ben guardare non è degli ultimi modelli, anzi. Ci sediamo ad un tavolino e io chiedo un bicchiere enorme d’acqua con il succo di un limone: mi arriverà un bicchiere d’acqua grande con un limone intero a parte. Chiedo della toilette e quando entro manca qualsiasi cosa! Il rubinetto è piccolo e non c’è il sapone, e se non c’è il sapone non c’è manco la carta che manca pure nello spazio successivo ( si , so che si è capito); meno male che noi donne giriamo sempre con ste cavolo di salviettine multiuso la cui utilità viene scoperta dagli uomini solo in questi casi estremi!!! Torno al mio tavolino, la signora che passa dal sorriso allo sguardo diffidente, nel vedermi spremere il limone mi allunga tutta sorridente una forchetta dicendomi “io di solito uso questa”. Mi catapulta così nell’epoca dello spremiagrumi, questo sconosciuto!! Arriva il mio panino: due belle fette di pane con dentro tonno e capperi che si rivelerà non male, ma un po’ asciutto e dalla crosta un po’ dura da addentare! La signora intanto si è posizionata dietro la vetrinetta dove mi osserva come si osserva qualcuno di cui non ci si fida. Mi ricorda mia nonna che a volte, quando una cosa non le andava, ti “faceva gli occhi brutti” come dicevamo noi nipoti e ci veniva da ridere perché ti guardava da sotto pensando di non essere vista! Ecco, la signora faceva così e comandava a bacchetta quello che pareva essere suo marito. Ad un certo punto arriva un signore un po’ più anziano dietro il bancone e comincia a parlare da solo e a fissarci! Ma è timido e non credo abbia tutte le lune a posto perché continua a fare le facce e a comunicarsi non so cosa! Decido di tornare al bagno per cambiarmi i pantaloni e quando sono quasi alla porta sento improvvisamente una voce dirmi: ” A luce sta dentro” Eccola là, s’è materializzata pure la vecchia con le stampelle che seduta tra il bancone e il bagno dirige il traffico e controlla chi va e chi viene! Ora la famiglia è al completo. La signora del bancone intanto fa un giro fuori, non senza averci prima “fatto gli occhi brutti” per controllare cosa facciamo! Un inglese intanto cerca di comunicare con il barista il desiderio di avere una banale acqua e menta. Il barista, dopo aver segnato tutte le bottiglie dietro di sé, nonostante la parole “syrup” e la direzione del dito del richiedente verso la bottiglia dello sciroppo alla menta fosse inequivocabile e dopo aver riempito il bancone di bicchieri di diverse misure, ci guarda rassegnato. Vista la difficoltà Marco interviene per aiutare il povero pellegrino che cercava di avere un po’ di sollievo con una bibita fresca quale l’acqua e menta. Il barista dopo aver ricevuto la traduzione dice “ah beh non c’è la chiede mai nessuno” . Già perché sicuramente chiedevano degli ottimi mojito in sto bar dove la cosa più moderna pareva essere la Chyna Martini!! Terminiamo il nostro pasto frugale e paghiamo: la signora come nelle migliori tradizioni aveva segnato tutto nel piccolo blocco notes a quadri dove ci fa pure “di conto” prima di darci lo scontrino! Si salva in corner solo per il saluto con cui ci accompagna all’uscita “buon cammino”… Anche se appena fuori la sento terminare con un “poverini”, degno di una perfetta commedia all’italiana!!!
N.b. La foto non corrisponde al locale è solo rappresentativa

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