Il meglio dell’accoglienza

In questo cammino, tra le tante cose, abbiamo sperimentato ben 15 diverse sistemazioni per la notte, tra bed & breakfast, agriturismi e hotel, praticamente ne abbiamo cambiato uno al giorno.

Alcune sono state delle piacevoli sorprese, altre meno. Qui parlerò di alcune delle esperienze positive, ma mi riservo di scrivere un post dedicato agli orrori della Via Francigena, ossia alle strutture e ai gestori più inquietanti e sinistri di questa avventura, ma forse di tutta la storia alberghiera.

Uno dei posti più attraenti sia per la location che per l’accoglienza è stato il Bed & Breafast “Le Undici Lune” a San Gimignano. I proprietari ci hanno accolto in modo squisito, e mi chiedo come abbiano fatto visto la compagnia che mi portavo dietro. Il Bed & Breakfast è davvero sfizioso per come è arredato e decorato, anche nei piccoli dettagli. Infatti neanche il tempo di consegnare i documenti che il proprietario, Gabriele, si è ritrovato per casa quattro maniaci che giravano tutta la struttura per scattare fotografie. Per tranquillizzarlo Monica gli dice: “non si spaventi, siamo fotografi”, e dopo avergli spiegato il nostro progetto di viaggio, Gabriele aveva ancor di più la faccia terrorizzata.

Della mia stanza in particolare mi hanno subito colpito i numerosi libri di Paolo Coelho presenti in una piccola libreria, di cui ho letto anche qualche pagina, smentendo Monica che pensava leggessi libri con sole figure. In realtà anch’io pensavo che Monica non fosse un tipo da libreria, e se mai ci fosse entrata, solo dopo essersi persa e per chiedere informazioni sulla strada.

Se posso fare un appunto alla struttura che ci ha ospitato, va bene la musica di Paolo Borghi e le elegantissime note musicali che ci hanno fatto da sottofondo, ma un CD di Gigi D’Alessio, anche taroccato, secondo me, bisogna sempre averlo.

 Altro posto che ci è rimasto nel cuore è l’agriturismo La Palazzina, edificio del ‘700, un po’ fuori dal paese di Radicofani e immerso in un’oasi dove godersi il paesaggio e il silenzio della natura, e di cui ha già parlato Marco in un precedente articolo. Questo posto ci ha ripagato della “sgobbata” degli ultimi 8 chilometri, tutti in salita per arrivare al Paese. Mi rimarrà per sempre impresso quello che, per me, è stato il tratto più duro, con un notevole dislivello, considerato che il paese si trova intorno ai 1.000 metri. Persino un pellegrino con cui abbiamo parlato, quello conosciuto al campo di accoglienza di Vetralla, ricordava, di tutto il percorso a partire dalla Francia, il tratto di Radicofani come quello più ripido ed infinito. E vi posso assicurare che farlo ad agosto, sotto il sole, è micidiale, anche perché dopo i primi tre chilometri hai già finito tutta la riserva di acqua. Ricordo, infatti, che ad un certo punto, preso dal nervosismo per non riuscire a intravedere neanche 10 metri di tratto pianeggiante, incomincio a tirare, per la serie : o mi fanno una statua in cima alla salita, tipo quella di Rocky Balboa, o mi fanno un bel cappottino di legno. E la cosa più sorprendente è che Raddy mantiene il mio stesso ritmo. Adoro trovare persone, come Raddy, con cui condividere queste imprese, o come Marco con cui cimentarmi in due carbonare e l’abbacchio alla scottadito nello stesso giorno.

Alla fine, ad accoglierci… questo posto paradisiaco, immerso nel verde e nella pace, tanto da farmi pensare di essere davvero “passato a miglior vita” e di trovarmi in una dimensione celestiale, ma poi vedo Monica camminare con tanta sofferenza e Marco e Raddy mangiare lussuriosi e tiro un sospiro di sollievo.

E finalmente, nel cortile di questo splendido palazzo del 700, ci troviamo tutti con i piedi sotto il tavolo a gustarci questa deliziosa pietanza: “la pappa al pomodoro”, mai immaginando che la canzone di Rita Pavone richiamasse un piatto davvero esistente.

Ma una menzione particolare la faccio all’Agriturismo Le Roghete di Acquapendente.

Acquapendente è il primo paese del Lazio che incontriamo, dopo aver fatto buona parte di cammino sul bordo della Cassia, con le macchine che sfrecciavano ad una velocità di tutto rispetto, se consideriamo che non eravamo alle qualificazioni del gran premio della Malesia. Ci ritroviamo, alle due di un pomeriggio afoso di agosto, sotto il paese ad un bivio e a dover decidere, come sempre nella vita, se prendere la strada più comoda ma più lunga di circa 4 km, o una strada sterrata più breve, ma più ripida. A questo punto chiediamo “l’aiuto del pubblico”, e svegliamo un fruttivendolo che era posizionato a mo’ di spartitraffico. Il ragazzo, svegliandosi dal suo dormiveglia, quasi fà per lanciarsi sulla frutta, ma, dopo aver capito che volevamo solo delle informazioni, un po’ deluso ma gentile dice: “annate de quà…annate…so’ solo dù chilometri e arrivate subito in paese.” E così ci ritroviamo alla prima curva ad affrontare una pendenza da incubo, ma, si sa, a volte le scorciatoie nascondono insidie.

Bene, siamo arrivati in paese, mangiamo qualcosa, dov’è l’Agriturismo? Ovviamente fuori dalla rotta Francigena, e si incomincia, come al solito, a mercanteggiare i Km, chi dice sono 5, altri 7, per altri è così lontano da non potersi quantificare, una signora dice sono 8 km, li fate a piedi in 20 minuti!!!! E a pensarci, la signora non sbaglia perché un maratoneta Keniano correndo senza zaino e sul piano ce la farebbe tranquillamente in 20 minuti!

Decidiamo di telefonare al titolare dell’Agriturismo che a Raddy dice: “mo’ arrivo”. Sono tutti contenti per risparmiarsi questo bonus track, ma io, che sono meridionale, tento di spiegare il vero significato di mo’ .

E io lo spiego: “raga’ giù da noi mo’ è un avverbio di tempo non ben definibile. Mo’ può essere inteso come “adesso” o… “si va beh, finisco di fare sta’ cosa, mi faccio una doccia, faccio una telefonata e arrivo”. Non si può quantificare in un tempo preciso, molto dipende dal tono con cui si pronuncia Mo’ e dalle abitudini di chi lo pronuncia. Solitamente Mo’ detto una volta sola, significa “appena mi spiccio”, detto due 2 volte “mo’ mo’” significa in questo preciso momento. L’ha detto 2 volte?”

“No, una volta sola” risponde Raddy. “ Allora mettetevi comodi!”

In effetti, passiamo un po’ di tempo a fotografare la gente presente in piazza alle tre del pomeriggio, ossia badanti moldave e teneri vecchietti seduti sui gradini del Municipio.

foto scattata davanti al Municipio di Acquapendente

Finalmente squilla il telefono. E’ il proprietario dell’agriturismo: “eh ragazzi, in piazza verrà a prendervi una signora, mo’ arriva”.

In effetti, dopo un po’ ci viene incontro una bella signora che sorridente e  con una vocina ci dice: “ Buonasera, siete voi i pellegrini? io però non vi posso accompagnare, ma mo’ arriva un’altra signora che vi dà un passaggio”.

Così finalmente arriva la signora che ci porta in un casale su in alto, in mezzo ad una riserva naturale, nascosto dal mondo, parrebbe quasi un covo di briganti.

CUCINA

la cucina del nostro alloggio alle Roghete

Qui ci accoglie il proprietario che ha anch’egli l’aspetto del brigante. Ma i briganti di una volta, non hanno il significato dispregiativo di oggi, ma brigare, significa praticare, lavorare, trovarsi insieme a fare qualcosa, esattamente come noi quattro. E brigante di quelle terre fu Giovanni Fioravanti , vendicatore di ingiustizie e difensore dei più poveri, una sorta di Robin Hood, di cui infatti ci parlò il simpatico e gentile titolare dell’Agriturismo.

E così come se fossimo tutti briganti,  il titolare dell’agriturismo e le sue sorelle ci preparano una cena squisita, un pesto buonissimo, e ci fanno assaggiare solo i prodotti biologici della loro terra, ben compreso il vino, che ha un gusto vero di uva.

E la mattina ci svegliamo e dopo aver fotografato un panorama fantastico e fatto una colazione da briganti ripartiamo portandoci un pezzo di cuore di questa gente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...