Pioggia e vento alla corte del Re

Si, lo so… Tutti me l’avevano detto: in Inghilterra troverete la pioggia! Ma sarà che pensavo che l’impresa dal sapore antico un po’ distante dalle comidita’ in cui ci crogioliamo tutti i giorni, ci avrebbe premiato almeno con il tempo sereno, la pioggia di questa giornata non l’attendevo! Siamo partiti dopo una nottata di tentativi: tentativo di uscire dall’aeroporto, tentativo di prendere un taxi, tentativo di trovare il portiere dell’albergo che compare dal buio di una sala spenta, improvvisamente, come una strana apparizione, tentativo di far partire il riscaldamento nella camera e di far funzionare le spine . Ma noi siamo fortunati : in tutti questi casi si è “acceso” il nostro Marco Giver che con l’aiuto di alcune nozioni, vuoi linguistiche, vuoi del libro delle giovani marmotte, con i pochi oggetti che trovava ha risolto le situazioni. Al mattino quindi partiamo vestiti secondo i suggerimenti di tutte le mamme: a cipolla! Canotta, maglia, felpa, piumino, berretto e nei momenti critici poncho per la pioggia. Camminiamo pieni di quello strano sapore che solo Londra sa suscitare: questa città di regine e pettegolezzi di corte, di tragedie e tradizione, così colorata nonostante sia una macchia grigia avvolta in un nuvola portata dal mare, si mescola con il colore acceso dei giovani che cantano il gospel camminando per le vie, dei mimi e saltimbanco che si esibiscono in ogni angolo, dei souvenir trash, dei graffiti e dei grattacieli di vetro. Poi la pioggia improvvisa, fredda e incessante! Andrea stranamente ha freddo, non e’ da lui, e in effetti sta male. L’influenza lo sta provando ma non abbastanza da impedirgli di cantare con un coro che sta facendo le prove in una chiesa! Giorgio sta invece smettendo le buone abitudini di una dieta vegana, lasciandosi andare a uova pancetta salsicce e condimenti vari! E sta fotografando gli angoli più particolari: e’ affascinato dai mille volti che lo fissano tutto coperto  dal poncho . Marco passa la prima mattinata al telefono incavolato perché non riesce a connettersi per lavorare, ma poi parte il suo momento creativo tanto da riuscire a perderci sopra un ponte!! La pioggia aumenta e i piedi cominciano a farsi sentire. Decidiamo di avviarci verso Dartford prima che il tempo abbia il sopravvento sulle nostre energie provate dalle molte emozioni. E mentre vi scrivo, compare alla TV una partita di polo fatta però a cavallo di una biga elettrica: anche nella terra di Regine e Re, i cavalieri si sono lasciati affascinare dalla modernità e nei loro giochi tradizionali il romantico cavallo ha lasciato posto ad una modernissima due ruote! God save the Queen. 

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