Verso sud

Dopo una prima giornata piovosa, riposati da una bella dormita, ci rimettiamo in cammino non dopo la nostra solita dieta mattutina: uova salsicce e brioches. D’altronde i camminatori si sa hanno bisogno di energia, peccato che la nostra bocca sia più veloce delle nostre gambe. Ci bardiamo di tutto punto e partiamo: destinazione Chatham. Il primo tratto di strada ci fa attraversare una zona industriale tutta ordine e pulizia da sembrare un quartiere elegante, con i suoi spazi verdi, i laghetti,  la caffetteria, non fosse per una certa cosa che mi trovo a pestare e che poi scoprirò’ portare bene, ma che mi farà camminare come una sciatrice di fondo per un po’; tutto appare quasi surreale a confronto delle zone industriali a cui siamo abituati.  Raggiungiamo così un paesino che di fatto sembra sorto appunto a corollario della zona industriale e si affaccia sul fiume Tamigi, dove ci la scieremo affascinare da uno skyline non particolarmente significativo, ma la cornice del brutto tempo che si avvicina, ne fa emergere un tratto drammatico che lo rende spettacolare. Qui siamo costretti a indossare il miracoloso poncho perché la pioggia, cominciata piano, prende improvvisamente forza. Attraversiamo così una fila interminabile di case , mattoncini su mattoncini, decorati da porte colorate che rendono graziosa anche la più assurda delle catapecchie! La strada prosegue e le gambe cominciano a farsi sentire; così contrariamente ai buoni propositi decidiamo di fermarci a mangiare una cosina leggera. E in mezzo a tutto questo grigio e freddo, casualmente ci troviamo catapultati in una Diner americana dove coloratissime pareti e un juke box sempre acceso, ci accolgono. Veniamo serviti da altrettante colorate cameriere  vestite anni 50 con cui Giorgio tenterà un approccio cercando di farsi fotografare con loro! I ragazzi si lasciano andare a tre hamburger alti almeno 20 cm; io che aspiro alla santità, mi mangio un insalata, per poi cedere ad un morbido pancake ricoperto della salsa mooh scelta da Marco!! Rifocillati ci rimettiamo in cammino, non prima di aver assistito ad un balletto di Andrea e Giorgio ancora posseduti dallo spirito degli anni 50. Dopo poco ci imbattiamo in Northfeelt nella chiesa anglosassone di Saint Bottles circondata dal suo cimitero, dove veniamo avvicinati dal custode zoppicante ( chissà perché c’è sempre un custode zoppicante in questi posti!) che con pila e mazzo di chiavi ci propone una visita all’interno. Purtroppo non c’è tempo quindi presi alcuni scatti proseguiamo. Il panorama comincia a cambiare un po’ e anche il sole fa capolino probabilmente portato dal mio evento fortunato del mattino, e dopo una serie interminabili di case, ci troviamo ad attraversare una verdissima palude, con cavalli liberi e mucche al pascolo. Qui probabilmente colta da un momento di stanchezza, indico ai ragazzi quelli che in lontananza sembrerebbero cavalli bianchi: Andrea non tarderà a farmi notare che i miei cavalli han messo le ali, perchè quelli che io vedo correre nei prati in lontana, sono uccelli che volano basso!! Ci avvieremo quindi a destinazione nel porticciolo dove ci attendono i nostri alloggi: e’ evidente che tanta e’ la stanchezza e per evitare  che io venga presa da nuove miracolose visioni… Buonanotte!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...