Risveglio al mare

Stamattina sveglia a Chatham, località sul mare a oltre una settantina di km da Londra. Abbiamo alloggiato in un antico fienile ristrutturato, praticamente di fronte a un molo. All’interno dello stesso “fienile” c’é un pub molto interessante e ben frequentato dove ovviamente abbiamo passato la serata, considerato che dopo aver camminato tanto non ci andava di andare alla ricerca di altro. Iniziare dal centro di Londra questo cammino é stata una scelta molto interessante. Infatti passando dal centro della Metropoli ai sobborghi di Londra, e poi per la campagna attraversando piccoli centri urbani, riesci ad apprezzare il cambiamento di paesaggio ma anche di atteggiamento della gente. E fare il tutto a piedi, e quindi molto lentamente, rende questa trasformazione talmente graduale e naturale quasi da non riuscire a credere che solo qualche ora prima ti trovavi al centro del Vecchio Continente, in una delle piú grandi metropoli del mondo. Cosí ti trovi a partire dal caos del centro della Metropoli, con una spaventosa densità abitativa, con grattacieli e ogni tipo di attrazione che sembra costruita solo ed esclusivamente per i turisti, per far vedere loro quello che vogliono vedere e far credere che questa é la nazione che offre possibilità a tutti, il centro degli affari, della cultura e di ogni genere di divertimento. E’ un po’ come un’enorme casinò, pieno di luci e di colori con tante slot machines per attrarre gente. Le persone sembrano cosí impegnate e indaffarate da non riuscire a dare retta a nessuno, e da farti sentire quasi invisibile. In mezzo a quel mare di gente che affolla la metropoli ci sono persone che fanno di tutto per apparire eccentriche e cercare di farsi notare, come se volessero gridare in mezzo a quella moltitudine che esistono anche loro e che non sono solo un numero. Poi continuiamo a camminare e ci allontaniamo dal centro. Il caos si diluisce cosí lentamente quasi da non accorgertene, e la gente sembra essere meno indifferente e meno indaffarata. Adesso non piú grattacieli, ma interi quartieri e sobborghi fatti di quelle tipiche casette inglesi, indipendenti e con il giardino avanti e le mura che si appoggiano l’una all’altra. Cosí ieri ci siamo ritrovati a Chatam, città ben costruita e ordinata, dove la gente sembra molto piú rilassata. Certo i mezzi e i servizi non sono poi cosí efficienti come nella metropoli, anzi, potremmo dire che spostarsi con i mezzi non é affatto facile. Non ci sono molti turisti, sono quasi tutti del posto e ti viene una rabbia nel vedere molti di loro in maniche corte e pantaloncini. Qualcuno addirittura si avvicina a noi e ci fa domande, evidentemente non siamo invisibili. Una ragazza con un top corto nonostante una temperatura ancora fredda e umida sui 10° ( in serata siamo scesi sui 4°) ci guarda e ride dicendo che sembriamo degli eschimesi. In effetti bardati con piumini, giacche a vento, incappucciati e con zaino a seguito suscitavamo la curiosità anche di un paio avventori di un pub, che si sono messi a ridere quando hanno sentito dirci che, per noi, quella temperatura era troppo fredda. Comunque stamattina ci siamo svegliati al mare e con un piacevole sole, giusto per sfatare uno dei tanti stereotipi inglesi per cui qui é sempre tutto grigio…E quindi gli inglesi non sono solo fish and chips, tea e cielo grigio, come noi non siamo solo spaghetti, pizza e mafia.

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