Tra il sacro e il magico

Arrivati alla fine del viaggio, che termina con l’immagine gotica della Cattedrale di Canterbury impressa nei nostri occhi. Ieri, arrivati di sera, abbiamo potuto contemplarla solo dall’esterno, per cui le giravamo intorno in un’atmosfera surreale di silenzio e ammirazione dei visitatori (non tanti). Siamo riusciti anche a visitare il chiostro, credo uno dei piú belli mai visti, sotto l’occhio attento di un sacerdote anglicano, una bellissima ragazza inglese, dalle sembianze quasi angeliche. Monica, che ci aveva preceduto nella visita del chiostro, ci preavvisa della presenza del sacerdote e si raccomanda di non importunarlo, e io e Andrea ci guardiamo stupiti, pensando che la fatica abbia ormai compromesso del tutto le facoltà mentali di Monica. Poi vedo la ragazza sacerdote e mi rendo conto che Monica non é ancora da ricovero coattivo.
L’albergo che ci ospita é una struttura all’interno delle mura che circondano la Cattedrale, ed é questa la ricompensa migliore per la fatica del viaggio.
E anche dalla camera del residence non riesci a non guardare le guglie e le finestre gotiche, che illuminate dal basso, fanno apparire la Cattedrale ancora piú carica di segreti e di misteri. In questa atmosfera notturna tra il sacro e il magico, la Cattedrale appare come un prezioso e maestoso libro di pietra che tramanda straordinarie e magiche storie, simboli e codici di cui ci si accorge solo dopo un’attenta lettura.
Stamattina il nostro pensiero era solo quello di entrare in Cattedrale, dopo essere stati per tutta la notte sotto la sua protezione, ovviamente non prima di aver fatto colazione con fried eggs, bacon, sausages, e oggi anche una salsiccia di sanguinaccio, che io ho assaggiato e gustato, fino a quando Marco non mi ha informato di cosa si trattasse e che ho ceduto a lui solo per assecondare il suo spirito gotico e medioevale.
Entriamo finalmente nella Cattedrale e misteriosamente non ci fanno pagare risparmiando 10 sterline. É indescrivibile la luce che
filtra dall’esterno attraverso le vetrate e i rosoni decorati, indescrivibile il fascino delle storie nei singoli riquadri delle vetrate. Oggi é la stessa luce di mille anni fa, quando, nel Medioevo, assumeva un significato simbolico, espressione del sacro ma anche del magico.
Spero di aver catturato con la mia Fuji, almeno in minima parte, quella luce cosí da poterla condividere anche con altri. Vedremo…intanto lasciamo Canterbury, ma il viaggio non é ancora finito.

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