Un Mondo alla Rovescia

Mi sono sempre domandato perché in certi paesi si guidi a sinistra e non a destra. Pare che fosse abitudine aristocratica comune, il transito a sinistra. in tutto il mondo fino all’arrivo di Napoleone e della Rivoluzione Francese. Di fatto, il Regno Unito mantiene invece questa tradizione antica, creando non pochi problemi a noi poveri continentali. E infatti, in pochi giorni ho collezionato numerosi momenti di terrore, proprio perché attraversando la strada guardavo dalla parte sbagliata il flusso del traffico. 

E la mia fantasia vola… È come se ci trovassimo “prigionieri” in un mondo alla rovescia. Un po’ come in quel film intitolato Upside Down, in cui due mondi uno rovesciato sotto sopra rispetto all’altro coesistono nello stesso posto dell’universo. Buffo, strano, ma intrigante e stimolante allo stesso modo.

E ad ogni attraversamento, una riflessione sempre più contorta e congetturale mi si forma piano piano in testa. Riflessione che parte da una sensazione, principalmente, ma che ora si sta sviluppando in maniera sempre più articolata. La sensazione che assecondo nel suo insinuarsi nella mia mente durante questo viaggio, è quella che, erronea o meno, guidare a destra o a sinistra non siano esattamente l’una la versione uguale e speculare dell’altra. Ho come l’impressione, e qui scattano le elucubrazioni e l’articolazione del pensiero, che in un mondo umano fondamentalmente asimmetrico, in cui la parte destra del cervello non fa le stesse cose della sinistra, e in cui la maggioranza di noi è destrimani (senza nulla togliere ai mancini), il guidare a sinistra comporti qualcosa in più che semplicemente rovesciare l’attenzione. Infatti, se per me è naturale agire sulla leva del cambio con la destra, trovo fortemente scomodo e innaturale farlo con la sinistra, obbligando questa mano ad imparare un’abilità importante e di precisione che nel mio immaginario non dovrebbe spettarle. Inoltre, la forte sensazione di vulnerabilità che mi deriva dall’avere il mio lato destro esposto verso l’esterno dell’auto quando sono seduto al posto di guida, mi mette molto a disagio… 

Posso immaginare che siano queste parte o molte delle sensazioni che hanno i mancini in un mondo completamente (o quasi) dedicato ai destrimani. E intuire nel mio delirio, a quanto disagio essi si trovino a subire, quasi a sentirsi di vivere loro stessi in un mondo proprio alla rovescia. Ed ecco l’ultima riflessione… Ora siamo noi che abbiamo “invaso” questo mondo, quasi a volerlo conquistare, e di fatto la sensazione persistente è quella di essere diverso. Ma… Non è che alla fine, siano solo le abitudini a portarci a pensare che certe cose sia più “naturale” farle in un modo piuttosto che in un altro, facendoci etichettare come aliena, o estranea qualsiasi altra situazione… Oppure, effettivamente c’è un modo più naturale e tutti gli altri sono forzature? E se queste forzature perpetrate diventano un mondo in cui si è immersi inconsapevolmente tanto da diventare normalità, in qualche maniera la nostra natura viene modificata? Oppure… Oppure… Solo quando i due mondi rovesci convivono allora scatta il conflitto e quindi la sensazione che uno dei due sia a-normale? 

Della Pioggia e delle Telecomunicazioni… (sbagliate)

Se il viaggio lungo la via Francigena dell’anno scorso fu caratterizzato da sole e caldo, questa passeggiata invece è iniziata sotto il segno dell’umidità. Pioggia battente per buona parte della giornata, ci ha limitato molto nei movimenti, ma nonostante questo non è riuscita a placare il nostro desiderio di percorrere le strade di una Londra che oggi ci appare estremamente affascinante.

Sarà proprio la pioggia (strano eh… in Inghilterra chi lo direbbe), sarà la meravigliosa commistione tra antico e nuovo, tra gotico e post moderno, tra il mattoncino tipico inglese e i colossi di vetro e acciaio, ma Londra come poche altre città al mondo, è riuscita nella sua evoluzione a trovare un bellissimo equilibrio tra le nuove costruzioni e le antiche… 

Percorrendo da Westminster tutto il South Bank fino al Tower Bridge, lo spettacolo di integrazione ci ha lasciato a bocca aperta, arricchendo il nostro spirito di pellegrini con una importante riflessione sulle metropoli e la loro evoluzione urbanistica… E trasformandoci almeno per qualche ora in stupiti turisti. 

Ero partito con l’intento di trovare e scoprire antichi angoli della città, che mi riportassero alla memoria i versi di Chaucer, e invece mi sono ritrovato in un mondo in cui mi sentivo a mio agio… In cui trovavo connessioni e parallelismi tra i moderni colossi in cemento armato, acciaio e vetro e le piccole costruzioni più o meno antiche che tra loro ancora trovano giusta collocazione. E così la bellissima Torre di Londra duetta a bordo Tamigi, con lo Shard di Renzo Piano, ben più alto, ma non così devastante come impatto… Anzi tra un arco Gotico e un altro fa capolino qua e la durante il nostro cammino, dimostrando come nuovo e vecchio, se saggiamente costruiti possono convivere in maniera sinergica, e contribuire alla bellezza di una città…

Ora scrivo da Dartford, nostra prima tappa… I vestiti sono appesi ad asciugare. Solo ora trovo la possibilità di farlo, poiché alcuni problemi con la tecnologia oggi mi hanno impedito di portare aggiornamenti a questo racconto. Fortunatamente ho tutto risolto e così, eccomi a darvi queste mie prime impressioni, di un’anima che ancora riesce a stupirsi del mondo, e di quello che viaggiare a piedi riesce a darmi… Si perché come si vede il mondo camminando non lo si vede in nessuna altra maniera, come lo si gode ad ogni passo non lo si gode in nessuna altra maniera, anche se la pioggia ti stordisce e l’umidità ti rallenta… Felice di essere qui, vi auguro buona notte… A domani.

Verso Canterbury…

Quando verso la fine del 1300, il grande poeta inglese Geoffrey Chaucer scrisse il suo capolavoro, “I Racconti di Canterbury”, dando uno spaccato della società inglese dei suoi tempi, l’Inghilterra era profondamente diversa da quella che incontreremo in questo nostro nuovo viaggio diversamente comodo.

Partiremo da Londra, più precisamente da Westminster Abbey, che non è il luogo da cui i pellegrini medievali del racconto di Chaucer partirono, ma è di fatto dove il poeta ora è sepolto. Passeremo però dove la famosa Tabard Inn era (dove tutto ebbe inizio), a Southwark nella zona del teatro shakespeariano Globe, e di lì come i viaggiatori medievali percorreremo la strada che ci divide dalla Cattedrale di St. Thomas A Becket, Arcivescovo martire veneratissimo nell’Inghilterra Medievale.

Perché questo viaggio? Perché Canterbury è da dove parte la via Francigena, piccola parte della quale abbiamo percorso l’anno scorso. Perché i “pellegrini” per eccellenza rimarranno nel nostro immaginario quelli di Chaucer, così diversi tra loro, come siamo noi, così ognuno con storie diverse da raccontare, come siamo noi, così però legati tra di noi nel condividere un’altra esperienza in cammino… Perché anche i pellegrini di Chaucer partirono in Aprile, sfidando le piogge e i venti dell’Inghilterra primaverile. Perché volevamo uno storia a cui ispirarci, ed un percorso che avesse antiche suggestioni. Perché la voglia di fotografare è tanta… e questo percorso univa metropoli, campagna, storia, letteratura e religione in un mix di stimoli, che ha stuzzicato la nostra voglia di raccontare con le immagini.

L’aereo ci aspetta stasera, siamo ancora presi da mille preparativi… ma domani si farà veramente sul serio.

Rimanete sintonizzati!

 

Raddi Canta Battisti

Lungo la via Francigena ci siamo divertiti non solo a fotografare, ma anche a stimolare il nostro compagno di viaggio “Raddi” a interpretare a modo suo alcuni classici della musica… Nel lungo tragitto e nei momenti difficili, ascoltarlo, e riascoltarlo in registrazione è stato assolutamente d’aiuto.

Un talento naturale, un cantante, un comico… ma cosa dico comico… “un”.

Ve li proporremo nelle prossime settimane in attesa del secondo nostro viaggio al momento in preparazione: da Londra a Canterbury.

Grazie Andrea!!!!

Andrea Raddi - Ritratto di Yorick Photography

Andrea Raddi lungo la via Francigena – Ritratto di Yorick Photography (tratto da Facce da Francigena)