E Ci Sono anch’Io…

E alla fine, arrivo anche io! Ma si sa, le donne si fanno sempre attendere! Il ritardo è una loro caratteristica, dicono! Io, a questa, devo aggiungere la mia singolare capacità di essermi ritrovata infilata, come unica donna, in questa avventura con questa specie di A-Team maschile all’italiana!!
Di questo improbabile gruppo sono la più indisciplinata! Allenamento poco, gambe rigorosamente sotto un tavolo bandito d’ogni pietanza e possibilmente, tempo di percorrenza tavola-divano-letto sotto i 30 passi!! E allora c’è da chiedersi perché mi sono infilata in questa ardua passeggiata! Non può essere tutto spiegabile dal fatto che, probabilmente, ero in modalità off quando ne abbiamo parlato e ho colto dei km solo il 30 e non lo zero a finire, oppure perché se c’ero, dormivo.. Ummm…. Lasciatemi pensare… Dunque… La ragione del mio viaggio è che a questi 3 uomini sono legata dalla comune passione per la fotografia (anche se Giorgio non ha ancora capito cosa amo fotografare!!! Te possino!!), ma soprattutto da una singolare e divertente amicizia che mi ha fatto pensare: “Naaa… Da soli non arriveranno mai a Roma, meglio che vada con loro!” Sì, perché nessuno sa che: Giorgio usa il navigatore anche per tornare a casa la sera dopo lavoro; Raddi ha impostato il navigatore chissà verso dove, sta di fatto che posta spesso foto della Francia; e Marco oramai a forza di “Dai Tramonti all’alba” sa solo navigare di notte, di giorno si mormora faccia vita ritirata perché il sole lo disorienta!!!
E così li seguirò (o più probabilmente li inseguirò!) in questo cammino che per me è anche un momento per perdermi rispetto ad una quotidianità che in questo periodo mi ha tolto un bel po’ di energia che solo un’ impresa totalmente al di là del tuo vivere può ridarti! Le scarpe giuste ci sono, la fotocamera è pronta settata sul bianco e nero che è la mia passione, la compagnia è … Vabbeh non può essere tutto perfetto 🙂 Ragazzi se mi sveglio in tempo, il primo agosto, partiamo!

Preparativi per il Viaggio

Ecco i protagonisti di questa avventura.

Erano 5 amici che impiegavano serate a mandarsi messaggi in chat per cercare di organizzarne una di serata insieme, al pub, a bersi qualcosa, ma senza riuscirci.

Poi la organizzano quella serata… “Marco io sono già al tavolo, tu dove sei?” “iniziate a ordinare, vi raggiungo più tardi” “Ele dov’è?” “finiva tardi di lavorare, ci raggiunge”.E in quel pub e in quella sera che prende forma l’idea del viaggio, solo accennata tempo prima.

Si mettono le carte e le mappe del Cammino sul tavolo del pub e la prima impronta è segnata.

Poi, come ogni progetto, cambia la forma e anche la sostanza, forse si aggiunge un’altra amica e siamo in sei.

Invece no, l’amica non può partire, anzi, in verità anche Ele deve rinunciare al viaggio. Non siamo ancora partiti e già contiamo i primi dolorosi ma invitabili ritiri.

Cambia il numero dei partecipanti, in verità cambia anche la meta, ma poco importa perché quattro persone hanno deciso di mettere insieme 4 pezzi di vite diverse sulla rotta Francigena, 4 teste che non hanno molto in comune, neanche l’appartenenza geografica, ma poco importa.

Monica è responsabile del personale di un’azienda, e ci sono io, Giorgio, sindacalista in un’altra azienda. Ad Andrea piace la fotografia di paesaggio e non piace la cucina giapponese, ha la battuta sempre pronta e prende di mira sempre tutti, a me piace il reportage di viaggi e adoro il sushi.

A Monica… in realtà non ho ancora capito cosa le piaccia fotografare.

Poi c’è il nostro Guru, il maestro fotografo. Lui è di Venezia, città d’arte e fuori dal tempo, e lui la rappresenta in pieno in tutti i sensi, si chiama Marco, è del segno Leone e ha una criniera lunga bionda.

Un po’ come il leone sornione che campeggia un po’ ovunque nei palazzi veneziani e in piazza S.Marco.

E adesso comincia il vero viaggio, che attraverserà la Toscana e parte del Lazio, per finire a Roma, Caput Mundi.

A me allettava l’idea dello zaino, in cui metterci giusto qualche cambio, una bandana, l’immancabile poncho che mi auguro di usare almeno una volta, per poter camminarci sotto la pioggia e ovviamente l’immancabile macchinetta fotografica.

Mi allettava l’idea del viaggio on the road e della lunga strada da percorrere, passo dopo passo, di avere la compagnia di 3 balordi, ma nello stesso tempo di avere tanto tempo per essere soli.

Manca poco alla partenza e io: “Monica, tu sai cosa ci si deve portare? mi manderesti una lista?” Monica scrive in chat tutto d’un fiato : “zaino 45 litri. girare con il minimo peso, 3 cambi magliette, pantaloncini di cui almeno uno lungo, meglio se puoi staccare le gambe. 3 calzini tecnici una maglietta di pile, un poncho magari che copra anche zaino, un capello x il sole, un asciugamano tecnico ultraleggeri e ad asciugatura rapida, una corda di 2 mt per stendere la roba, delle spille da balia”

Non so a cosa mi serviranno, ma provo a cercare le spille da balia!