Aggiornamento…

Primo breve aggiornamento.

Già giovedì scorso avevo ricevuto una conferma dalla BTP (British Transport Police) che la mia pratica era stata passata a “crime”, in modo da poter avere visione dei filmati delle telecamere della stazione, altrimenti interdetti alla visione per banali casi di oggetti smarriti. Devo dire che in questo la BTP è stata veramente grandiosa, mi ha seguito alla grande, e tutt’ora mi sta seguendo alla grande. Ho ricevuto lettera (in carta) ufficiale di acquisizione del caso, con tutti i riferimenti e numeri e procedure da seguire, e ho ricevuto email dall’investigatore che si sta occupando del caso.

La gioia nel vedere tutta questa macchina in moto per la mia adorata fotocamera è indescrivibile. Mi sento seguito, il che fa bene alle mie speranze, ma fa bene anche la mio ego che ne ha sempre bisogno…

Il contenuto dell’email, mi preoccupa però un po’. Come già verificato da noi pellegrini, la stazione anche se presenta orari di apertura, in realtà pare sia chiusa e senza personale. Mi domando però cosa costerebbe mandare un attendente dalla stazione più vicina (5 minuti di treno) ad aiutare gli investigatori. Eh sì, perché la registrazioni delle telecamere sono dentro la stazione, che però come già detto non è custodita… (!!!!) speriamo bene, perché ora mi domando se mai le registrazioni saranno disponibili. Pare che vengano cancellate automaticamente dopo 20 giorni… per cui ne ho ancora circa 9 prima di aver perso ogni speranza.

Nel frattempo, ho chiesto all’investigatore se riusciva lui a contattare la polizia locale, che pare misteriosamente incontattabile. Nè io sia dall’Inghilterra che da casa, né amici che risiedono in Inghilterra sono riusciti a chiamare il numero fornito attraverso il loro sito. Nemmeno il numero d’emergenza pareva funzionare… bah. Una delle ipotesi è che non essendo la stazione aperta, chi ha trovato la X-T1 possa averla portata alla polizia locale… ma direi che qui siamo a livello onirico, più che reale.

Sto cercando di usare anche i servizi di ricerca di immagini attraverso il numero seriale. Si può fare solo attraverso qualcuno in UK.

Vi aggiornerò.

Il Santo di Canterbury

Per quanto la Cattedrale di Canterbury sia intitolata a San Pietro, il suo vero protagonista mistico/religioso è San Tommaso Becket (St. Thomas à Becket). Fu assassinato, e quindi considerato martire sia dalla chiesa Anglicana che dalla chiesa Cattolica, proprio all’interno della Cattedrale da quattro cavalieri, che interpretarono una frase di Enrico II Re d’Inghilterra, come comando per questa missione. Era il 29 dicembre 1170.

“What miserable drones and traitors have I nourished and brought up in my household, who let their lord be treated with such shameful contempt by a low-born cleric?”

Il Re si riferisce a diverse scomuniche emanate da Thomas, al tempo Arcivescovo di Canterbury, verso alti prelati ed al Re stesso, per aver concesso l’incoronazione del nuovo erede ad altri e non al preposto Arcivescovo di Canterbury.

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Gli screzi e i dissidi erano comunque storia antica tra Thomas e Enrico.

Il Dramma “Murder in the Cathedral” di T. S. Eliot racconta questa storia, ed è sicuramente la più celebre narrazione di questo evento. I pellegrini di Chaucer che partono dalla Tabard Inn in Southwark a Londra, per arrivare appunto a Canterbury (nei Canterbury Tales), intraprendono il viaggio proprio per andare sulla tomba di St. Thomas.

Nel 1986 sul luogo esatto dell’omicidio fu installata un’opera di Giles Blomfield di Truro, che rappresenta le quattro spade dei quattro cavalieri.

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Fu uno dei crimini più efferati e ricordati nella storia della chiesa medievale.

Arrivati!

Alla fine siamo arrivati. Canterbury, città che da sempre ha esercitato un certo fascino sulla mia immaginazione. L’assassinio di Thomas A Becket, la metà dei pellegrini di Chaucer, l’inizio della Via Francigena… Sono tutti fattori che ci hanno quindi spinti verso queste terre. 

Canterbury è un po’ la Roma d’Inghilterra, sede dell’Arcivescovato (massima carica religiosa anglicana), e della bellissima St. Peter, San Pietro appunto. Con il suo bel gotico, slanciato, questa cattedrale domina l’area denominata precincts, racchiusa da mura, e in cui si ritrovano tutti gli edifici religiosi più importanti, tra cui anche la Lodge, dove abbiamo prenotato il nostro soggiorno per la notte. Un privilegio, perché alle 21:00 gli antichi portoni delle porte delle mura dei precincts vengono chiuse, e solo a pochi è concesso di avere una visione notturna della cattedrale… E una cattedrale gotica di notte ha un fascino decisamente indescrivibile.

Appena arrivati in cattedrale ci ha accolto una celebrazione pasquale. E durante tutta la nostra visita ci hanno accompagnato canti dolcissimi e solenne musica di organo, tanto da quasi farci vivere un’esperienza fuori dal tempo. La cripta semi oscura sotto il coro, e le altissime navate che si perdevano sopra di noi erano lo scenario in cui tutto si svolgeva… E ci siamo ritrovati piano piano a camminare nel medio evo. Un senso di silenziosa devozione ci ha preso e lasciato con il cuore stupito e leggero. Immagino come il povero contadino del ‘300 trovandosi in un luogo così incredibile che al tempo pareva costruito dalla mano di Dio stesso, unito allo stupore fosse rapito da tal timore di Dio che l’esperienza lo lasciasse senza fiato. Non riesco nemmeno ad immaginare quali giochi di luce e ombra fossero possibili in un luogo come questo, in un’epoca che non conosceva la luce elettrica, ma affidava il proprio percepire il mondo alla luce del sole, e a quella del fuoco…

Il labirinto di chiostri e edifici che poi abbiamo visitato, sempre parte del complesso della cattedrale ha chiuso la visita con il pezzo più forte… Arcate ricamate in pietra, cunicoli, colonne e colonnine, porte e giardini, tra rovine e edifici perfettamente mantenuti hanno costituito un momento di sfogo creativo fotografico incredibilmente alto. 

Insomma, anche questo cammino ci ha portato in posti incredibilmente suggestivi e affascinanti. Felice di averlo fatto e felice di averlo condivido con i miei fantastici compagni di viaggio.  

Verso Canterbury…

Quando verso la fine del 1300, il grande poeta inglese Geoffrey Chaucer scrisse il suo capolavoro, “I Racconti di Canterbury”, dando uno spaccato della società inglese dei suoi tempi, l’Inghilterra era profondamente diversa da quella che incontreremo in questo nostro nuovo viaggio diversamente comodo.

Partiremo da Londra, più precisamente da Westminster Abbey, che non è il luogo da cui i pellegrini medievali del racconto di Chaucer partirono, ma è di fatto dove il poeta ora è sepolto. Passeremo però dove la famosa Tabard Inn era (dove tutto ebbe inizio), a Southwark nella zona del teatro shakespeariano Globe, e di lì come i viaggiatori medievali percorreremo la strada che ci divide dalla Cattedrale di St. Thomas A Becket, Arcivescovo martire veneratissimo nell’Inghilterra Medievale.

Perché questo viaggio? Perché Canterbury è da dove parte la via Francigena, piccola parte della quale abbiamo percorso l’anno scorso. Perché i “pellegrini” per eccellenza rimarranno nel nostro immaginario quelli di Chaucer, così diversi tra loro, come siamo noi, così ognuno con storie diverse da raccontare, come siamo noi, così però legati tra di noi nel condividere un’altra esperienza in cammino… Perché anche i pellegrini di Chaucer partirono in Aprile, sfidando le piogge e i venti dell’Inghilterra primaverile. Perché volevamo uno storia a cui ispirarci, ed un percorso che avesse antiche suggestioni. Perché la voglia di fotografare è tanta… e questo percorso univa metropoli, campagna, storia, letteratura e religione in un mix di stimoli, che ha stuzzicato la nostra voglia di raccontare con le immagini.

L’aereo ci aspetta stasera, siamo ancora presi da mille preparativi… ma domani si farà veramente sul serio.

Rimanete sintonizzati!

 

In Principio…

Whan that Aprill, with his shoures soote
The droghte of March hath perced to the roote
And bathed every veyne in swich licour,
Of which vertu engendred is the flour;
Whan Zephirus eek with his sweete breeth
Inspired hath in every holt and heeth
The tendre croppes, and the yonge sonne
Hath in the Ram his halfe cours yronne,
And smale foweles maken melodye,
That slepen al the nyght with open ye
(So priketh hem Nature in hir corages);
Thanne longen folk to goon on pilgrimages
And palmeres for to seken straunge strondes
To ferne halwes, kowthe in sondry londes;
And specially from every shires ende
Of Engelond, to Caunterbury they wende,
The hooly blisful martir for to seke
That hem hath holpen, whan that they were seeke.

Traduzione:

Quando in Aprile le dolci piogge cadevano
E penetravano la siccità di marzo alla radice, e tutte
Le vene erano impregnate di umore in tale potere
Da portare al generarsi dei fiori,
Quando anche Zeffiro con il suo fiato dolce
Ha esalato aria in ogni bosco e in ogni brughiera
Sopra i teneri germogli, e il nuovo sole
Ha percorso la sua metà del cammino in Ariete,
E gli uccellini hanno fatto melodia
Che dormono tutta la notte con gli occhi aperti
(Così la natura li punge nei loro cuori impegnati)
Allora la gente va lontano in pellegrinaggio
E i pellegrini (vanno) lungamente alla ricerca di lontani santuari
Variamente noti, si trovano in contrade forestiere,
E specialmente, fin dalle più lontane parti
Dell’Inghilterra, loro si recano a Canterbury
Per visitare quel santo benedetto martire, che veloce
Ha dato loro il suo aiuto quando erano malati.

(Geoffrey Chaucer, The Canterbury Tales)